
Ho affrontato questo argomento nella mia veste di consigliere provinciale, condividendo le ragioni delle proteste: sia quelle più generali (l'inaccettabile normalità della precarietà, che in molti casi supera i 20 anni di carriera professionale), sia quelle all'apparenza più minute.
Nel corso della discussione della legge finanziaria, nel dicembre 2010, il Consiglio ha approvato un mio emendamento che proponeva alcuni interventi di equità per i punteggi utili alla formazione delle graduatorie: emendamento che è rimasto ancora inattuato.
Un altro problema mai risolto riguarda le procedure per la richiesta della disoccupazione, che ogni anno ai primi di luglio coinvolgono le centinaia di insegnanti precarie licenziate al termine delle attività didattiche: si è chiesto più volte uno snellimento delle pratiche, utilizzando gli strumenti informatici e coinvolgendo i patronati. Anche su questo fronte, nulla è stato fatto.
Sulla questione della retribuzione nel periodo estivo, rispetto alla quale c'erano stati precisi impegni da parte della Giunta provinciale, rimane ancora evidente la discriminazione subita dalle centinaia di precari, con le inevitabili conseguenze anche ai fini previdenziali.
Capisco quindi la frustrazione delle lavoratrici e dei lavoratori e dei loro rappresentanti sindacali, che ho incontrato più volte nella mia veste di Presidente del Consiglio provinciale. Ho ascoltato le loro ragioni e ho cercato di farmi tramite tra loro e le strutture provinciali competenti: mi auguro che queste rispondano con maggiore solerzia alle sollecitazioni e che, il primo luglio del 2012, nessuno sia costretto ad organizzare una nuova manifestazione di protesta.
Bruno Dorigatti

