
La nostra bella Costituzione ha creato un equilibrio esemplare delle varie forme di democrazia: democrazia rappresentativa, nella quale hanno un ruolo centrale le elette e gli eletti nelle assemblee e negli organismi di governo; democrazia diretta, che garantisce strumenti di intervento- non mediato- dei cittadini nelle scelte che riguardano la collettività. Questo equilibrio è la linfa vitale della democrazia in Italia.
Il referendum è uno degli strumenti più importanti, costituzionalmente garantito, di partecipazione alla vita democratica del Paese. Lo "strumento referendum" non può essere oggetto di scontro: il confronto politico, anche aspro, deve concentrarsi sui contenuti dei quesiti referendari. In questo senso i partiti, al pari di ogni altro soggetto che agisca nel tessuto sociale e politico, possono tentare di indirizzare l'esito del voto. Mai, però, può essere delegittimato il referendum in sé, neutralizzandone gli esiti o ostacolandone la realizzazione: la partecipazione attiva dei cittadini è uno di quei diritti "da non mettere in forse", usando una bella definizione del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Perciò, come ha già auspicato lo stesso Napolitano, auspico una campagna referendaria corretta e alla quale sia garantita adeguata visibilità. Ogni tentativo di oscuramento è un'offesa alla democrazia e alla Costituzione: non bisogna mai temere la consultazione dei cittadini, i quali sono sempre in grado di manifestare un'intelligenza collettiva che non va sottovalutata e svilita. Soggetti consapevoli in grado di esprimere scelte volte alla tutela del bene comune: questi sono i "cittadini", attori protagonisti di una democrazia compiuta.
Bruno Dorigatti
Presidente del Consiglio della Provincia Autonoma di Trento

