
I fatti sono, purtroppo, drammaticamente noti e, senza dubbio, si tratta di uno degli episodi più brutali, insieme a Marzabotto ed a Sant' Anna di Stazzema, della lunga notte dell' occupazione nazista. E', quella delle Fosse Ardeatine, una delle molte storie che non possono essere dimenticate, nella consapevolezza del valore didattico della memoria.
Pochi giorni fa, abbiamo festeggiato il 150.mo anniversario dell' Unità d' Italia. Non è stata solo una festa, ma anzitutto il riconoscimento di quel procedere della Storia che deve molto alla complessa vicenda resistenziale, dentro la quale comunque mette radici l'idea stessa della democrazia nel Paese.
Al tempo nostro, questo valore, indispensabile al vivere civile, sembra talora scontato. Eppure così non è. Non lo è affatto. La democrazia infatti - e con essa le sue molte declinazioni di sviluppo, come quelle dell' autonomia - non è immobile ed eterna; va difesa e migliorata ogni giorno; va nutrita di libertà, di giustizia, di rispetto reciproco, di senso della comunità, di quei sentimenti e di quelle passioni vere e profonde insomma, che animarono allora lo straordinario spontaneismo della Resistenza.
Oggi gli anniversari, le ricorrenze e le celebrazioni si rincorrono, ma di fronte ad appuntamenti come questo, non ci si può non soffermare, un attimo almeno, per ripensare a quelle 335 vite spezzate alle quali noi, tutti noi, dobbiamo la qualità stessa del nostro presente. Ricordare non è una scelta ideologica. Ricordare è un dovere di tutti ed a prescindere dalle pur diverse opinioni, affinché la Storia non si ripeta più. Mai più.
Bruno Dorigatti
Ma per i tedeschi ed i fascisti anche la nostra "Resistenza" era terrorismo. Lo so, ci possiamo trovare infinite differenze e distiguo, a secondo del punto di vista da cui la guardiamo, ma in ultima analisi la lotta di liberazione di un popolo dagli occupanti sempre "Resistenza" è! Un saluto, Gino

