Il 24 marzo 1944 le Fosse Ardeatine. Oggi il dovere di ricordare
giovedì, 24 marzo 2011
rastrellamento nazifascista
Roma, 24 marzo 1944. Gli ordini della Gestapo sono stati eseguiti, in un'orgia di odio e violenza. 335 italiani e fra loro alcuni ebrei, alcuni prigionieri politici, ufficiali dell'Esercito rastrellati e, soprattutto, gente comune vengono inghiottiti dalla voragine delle Fosse Ardeatine. Si tratta della rappresaglia, direttamente voluta da Hitler, dopo l'azione di guerra partigiana di via Rasella del giorno prima.

 

I fatti sono, purtroppo, drammaticamente noti e, senza dubbio, si tratta di uno degli episodi più brutali, insieme a Marzabotto ed a Sant' Anna di Stazzema, della lunga notte dell' occupazione nazista. E', quella delle Fosse Ardeatine, una delle molte storie che non possono essere dimenticate, nella consapevolezza del valore didattico della memoria.

Pochi giorni fa, abbiamo festeggiato il 150.mo anniversario dell' Unità d' Italia. Non è stata solo una festa, ma anzitutto il riconoscimento di quel procedere della Storia che deve molto alla complessa vicenda resistenziale, dentro la quale comunque mette radici l'idea stessa della democrazia nel Paese.

Al tempo nostro, questo valore, indispensabile al vivere civile, sembra talora scontato. Eppure così non è. Non lo è affatto. La democrazia infatti - e con essa le sue molte declinazioni di sviluppo, come quelle dell' autonomia - non è immobile ed eterna; va difesa e migliorata ogni giorno; va nutrita di libertà, di giustizia, di rispetto reciproco, di senso della comunità, di quei sentimenti e di quelle passioni vere e profonde insomma, che animarono allora lo straordinario spontaneismo della Resistenza.

Oggi gli anniversari, le ricorrenze e le celebrazioni si rincorrono, ma di fronte ad appuntamenti come questo, non ci si può non soffermare, un attimo almeno, per ripensare a quelle 335 vite spezzate alle quali noi, tutti noi, dobbiamo la qualità stessa del nostro presente. Ricordare non è una scelta ideologica. Ricordare è un dovere di tutti ed a prescindere dalle pur diverse opinioni, affinché la Storia non si ripeta più. Mai più.

Bruno Dorigatti

1 commenti all'articolo - torna indietro
inviato da Vengino il 24.03.2011 13:41
La storia si ripete ancora e ancora, caro Bruno. Si ripete in Afganistan, si ripete in Palestina, si ripete in Libia... e chi più ne ha più ne metta... Si ripete anche perchè in Italia, chi si opponeva (con la forza) agli occupanti la chiamavamo giustamente "Resistenza", mentre chi lo fa, sempre con lo stesso scopo di liberarsi dagli occupanti, in paesi dove l'"Impero occidentale" ha i suoi tornaconti, e noi con esso, li chiamiamo "terroristi".
Ma per i tedeschi ed i fascisti anche la nostra "Resistenza" era terrorismo. Lo so, ci possiamo trovare infinite differenze e distiguo, a secondo del punto di vista da cui la guardiamo, ma in ultima analisi la lotta di liberazione di un popolo dagli occupanti sempre "Resistenza" è! Un saluto, Gino
Ma per i tedeschi ed i fascisti anche la nostra "Resistenza" era terrorismo. Lo so, ci possiamo trovare infinite differenze e distiguo, a secondo del punto di vista da cui la guardiamo, ma in ultima analisi la lotta di liberazione di un popolo dagli occupanti sempre "Resistenza" è! Un saluto, Gino" />
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